Cortona
Piccola cittadina, percorrendo le cui strade però, si può vedere bellissimi palazzi medievali e sontuose ville seicentesche. Circondata da una dolcissima campagna collinare, ormai già tipicamente toscana, offre percorsi archeologici e storici di rara bellezza.
D anon perdere, per chi è un appassionato d’arte, il patrimonio museale di Cortona: interessantissima parte archeologica dove spiccano il lampadario etrusco , capolavoro bronzeo, ed una bellissimo dipinto ad encausto della musa Polimnia; nella sezione medievale e moderna spiccano opere di Signorelli, Pietro da Cortona e Pinturicchio. Di grande interesse storico e linguistico è la famosa Tabula Cortonensis, il più lungo testo etruschi ad oggi recuperato su due facce bronzee: ancora però è ad oggi oggetto di appassionati studi fra gli etruscologi.
Comune molto vivace anche come attività culturali: dagli eventi musicali del Teatro Signorelli alle numerose mostre.
STORIA
La fondazione della città si perde nella nebbia di numerose leggende delle quali si ha traccia già nell’età classica:
Testo tratto da Guida seicentesca di Giacomo Lauro, rifacendosi a scritti del primo Quattrocento di Annio Viterbese
“Si narra che centootto anni dopo il Diluvio Universale Noè, navigando dalla foce del Tevere, attraverso il Paglia entrò nella valle della Chiana e piacendogli questo luogo più di ogni altro d’Italia per essere molto fertile, vi si fermò ad abitare per trenta anni. La sua discendenza, fra cui un figlio di nome Crano giunto su di un colle e piacendogli assai l’altezza del luogo e l’amenità del paese e la tranquillità dell’aria l’anno duecentosettantatre dopo il “Diluvio Universale” vi edificò la città di Cortona la quale, come Stefano (prima metà del VI secolo d. C. 539-545) grandissimo historiografo greco afferma, fu la terza città d’Italia costruita dopo il diluvio, e metropoli degli antichissimi Turreni. Noè, visto che Crano aveva fatto bene lo nominò Corito, cioè re e successore di Regno, infatti Curim da cui deriva Corito significa scettro che in lingua latina si dice Quirim, da cui l’appellativo Quirino dato a Romolo. Crano, una volta assunto il titolo di Re, sull’alto della collina si costruì una reggia a forma di torre i cui resti tutt’oggi permangono in località Torremozza. Il regno di Crano venne chiamato Turrenia perché le città che la discendenza di Noè costruì avevano alte torri. Questo fu il primo nome della Toscana e Turreni furono chiamati i suoi abitanti. Ma poiché discendevano da Noè che era stato salvato dalle acque “ab imbribus” alcuni furono chiamati anche Imbri e volgarmente Umbri.Dalla discendenza di Crano nacque Dardano che, a seguito di discordie interne, fuggito in Samotracia, poi in Frigia infine in Lidia, fondò qui la città di Troia. Da Troia alcuni discendenti di Dardano, ormai greci, tornarono ad abitare la Turrenia, cioè la Toscana e furono gli Etruschi. Fra questi greci che vennero in Turrenia ed a Cortona, ci furono anche Ulisse e Pitagora. Infatti tradizioni antiche, riportate dagli scrittori greci Aristotele (IV secolo a. C.) e dal contemporaneo Teopompo, fanno emigrare Ulisse, dopo il suo ritorno ad Itaca e la strage dei Proci, in Italia e più precisamente in Etruria, nella città che Teopompo chiama in greco Curtonaia, localizzando quivi, proprio a Cortona o nei suoi dintorni la sua sepoltura. In Etruria Ulisse, dove fu molto stimato, fu detto Nanos che significherebbe errabondo e la sua sepoltura fu identificata nel “monte Perge” vicino alla odierna località di Pergo. Pitagora dopo un soggiorno a Cortona dove vi morì, fu sepolto in una tomba nominata oggi “Grotta di Pitagora”: in realtà questa errata attribuzione è frutto probabilmente da una confusione tra i nomi di Cortona e Crotone. Secondo Virgilio (Eneide III e VII) Enea della discendenza di Dardano, fuggiasco da Troia distrutta, approdò nel Lazio dove la sua discendenza fondò Roma. Pertanto Cortona avrebbe dato origine prima a Troia e quindi a Roma.”
Tutte queste “leggende”, assai confuse e pretestuose, avevano in realtà scopi politici: da un lato Cosimo de’ Medici voleva valorizzare e nobilitare il territorio toscano per conseguire il titolo di Granduca, ottenuto da Papa nel 1570; dall’altro servivano ai cortonesi per difendere il proprio orgoglio contro i fiorentini dopo la sottomissione della città.
Leggende a parte notizie della città si hanno dgli storici greci Erodoto, Polibio e Tolomeo che la indicavano come Creston o Croton(nome che creò la confusione con Crotone creando il “caso” della tomba di Pitagora); ce ne parlano anche Virgilio e Tito Livio appellandola Corito e Cortona.
La storiografia moderna concorda nel giudicarla una città inizialmente umbra poi conquistata ed ingrandita dagli etruschi, diventando una importante lucumonia, fra le città etrusche confederate, Arezzo e Perugia. I preziosi siti archeologici disseminati nei dintorni lo testimoniano.
Cittadina romana dai primi secoli dopo Cristo, travolta poi dalle invasioni barbariche, Goti, Longobardi esce dai secoli bui come fiorente e libero comune nel XIII secolo.
Dopo vari dissidi interni diverrà Signoria dei Casali per poi entrare nei domini della Repubblica, prima, e Signoria fiorentina poi nel 14 gennaio 1411.
Si segnalano:
- Cinta Muraria etrusca con le sue varie porte Vsec a.C.
- La fortezza di Girifalco
- La rocca di Pierle
- Palazzo Comunale
- Duomo
- Basilica di Santa Margherita
- Chiesa di San Francesco
- Museo dell’Accademia Etrusca
Link utili: www.comunedicortona.it
- Paesaggio
- Cortona
- Cortona
- Santa Maria Nuova
- Cortona
- Affresco
- Chiesa di San Francesco







